I Vicerè, di De Roberto



Premessa: adoro le saghe familiari. Perchè non mi faccio mai gli affari miei, obietterà qualcuno. Sarà, ma è questione di gusti, e tutti i gusti sono gusti. Di questo libro avevo sentito parlare a più riprese: siamo in Sicilia, epoca risorgimentale, la famiglia degli Uzeda, nobili di origine spagnola... ne hanno fatto un film, poco tempo fa. Beh, per farla corta, me lo sono letto, in un momento che ritenevo opportuno, in cui me la sentivo. Un bell'impegno, certo, innanzitutto per il linguaggio (è stato pubblicato nel 1894), poi per la gran quantità di personaggi (a pagina 21 c'è la lista pressochè completa, alla quale ritornare più volte). Poi per le descrizioni meticolose, che, finchè non entri nell'idea, possono risultare un po' noiose. Per il resto, è fantastico, indimenticabile, con tutte le liti familiari (sembra quasi come a casa mia), le trame, le intese che cambiano ogni poche pagine, e sullo sfondo il periodo storico, tornato più che mai di moda, basta vedere le recensioni televisive di questi tempi. Insomma, da non perdere, con figure che restano impresse, con le strane leggi dell'aristocrazia, che ho appreso proprio grazie a De Roberto, cui si è ispirato l'autore del più famoso Gattopardo. E la fine, riassunta dall'erede della casata: "la storia è una monotona ripetizione; gli uomini sono stati, sono e saranno sempre gli stessi...un tempo la potenza della famiglia veniva dai re; ora viene dal popolo... La differenza è più di nome che di fatto..." Come dire: certi personaggi sentono l'aria che cambia, e ci si adeguano, semplicemente. Il re è morto. Viva il re.

Aspettando il Natale


La mia amica Camilla, del blog camillacamomilla.blogspot.com organizza per il secondo anno il corso "Decoriamo il Natale", insieme a quell'altro genio della Meghy. Questo a fianco è il volantino delle serate del mercoledì, ma, al lunedì sera, ci cimentiamo con le lezioni "varie", dal decoupage al feltro, sempre in tema natalizio. Naturalmente si tratta di un pretesto: in realtà facciamo le ore piccole tra chiacchere, scambi di idee, risate e assaggini di dolci. Uno spasso. Naty

Ciocopaese a Riccione


Fino a domani sera, a Riccione, nelle vie della zona Paese, si tiene la manifestazione Ciocopaese. In esposizione-vendita, produttori un po' da tutta Italia, con le loro novità, dall'extra dolce al fondente, preferito dal socio, in tazza, stecche o composizioni varie. Ci sono già stata a fare una capatina, ovvio, sono i luoghi in cui sono cresciuta, ai quali resto sempre molto legata, dove respiro aria di casa, rassicurante. Tra l'altro, tra tutte le forme accattivanti e nuove proposte, mi sono regalata un simpatico topino, che ho sistemato sul tavolino, e che dovrebbe superare la tentazione della gola. Almeno per ora. Intanto, se siete in zona, magari fateci un pensierino. Buona domenica

Domenica 24 Ottobre è ormai alle porte: ci apprestiamo infatti a sbarcare in quel di Vicenza, con ben due pullman, di cui uno a due piani. Checchè ne dica la mia amica Emiliana, si tratta pur sempre di un evento, al quale tengo sempre tanto. Una "mazzata", lo so, certo che lo so, ma che ci volete fare: le fiere vanno vissute (citando Lucia, altra fanatica), e io, modestamente... le vivo, eccome se le vivo! Il trollino è pronto, il portafoglio anche, sto ultimando la lista delle cose da comprare, scarpe comode ok, abbigliamento da concordare.
Vicenza, aspettaci!!!

Tutto bene quel che finisce...

Il mese di Settembre ed io non ci siamo mai intesi tanto. Vuoi perchè con l'attività stagionale rappresenta un momento di passaggio, con chiusure, traslochi, e disagi vari. Vuoi perchè la stanchezza ti piomba addosso, e mentre d'estate ti bastano poche ore di sonno per recuperare, ora non dormi mai abbastanza. Vuoi perchè ho proclamato al socio che si ricomincia a camminare tutte le sere, per riprendere le sane abitudini, ed ora lui, di parola, è pronto ogni sera, pioggia o freddo non importa, ed io lo seguo in trance. O perchè l'asilo è chiuso per tutto il mese, ed i chicchini, i bimbi che ogni donna sogna di avere come nipoti, adorano stare con la loro zia, che gliele dà tutte vinte, fino a sentire cinque volte di seguito nel CD in auto la canzone Waka-Waka, dal piccolo ribattezzata baca-baca. Insomma, per tutte queste, ed altre ragioni che ora mi sfuggono, io, settembre, non vedo l'ora che finisca. Ieri, poi, il colpo di grazia. Dopo 1 settimana che sono senza accesso ad internet, con disperati appelli a chiunque possa aiutarmi, e ospitate nei vari uffici per stampare le mail, arriva finalmente il mio aiuto informatico. Per scoprire che : pare io abbia sforato un giorno le 5 ore previste, e così, essendo a debito di 45 centesimi, mi hanno bloccato tutto. 45 centesimi, capite??? Non miliardi, non chissà chè... E senza avvisare neppure. Morale: passare da accanita navigatrice, senza neppure rendermene conto, e dover compiere l'ennesimo viaggio per una ricarica da 5 euro che "saldasse" il mio debito. Ma il colmo è stato verso sera, quando una di quelle ben intenzionate signorine telefona per propormi vantaggiose offerte telefoniche di quello stesso operatore...! Abbaiavo, davvero. Decisamente, è ora che questo mese finisca.

Olive Kitteridge di Elizabeth Strout


Ho appena terminato Olive Kitteridge, di Elizabeth Strout, vincitore del Pulitzer 2009. Mi è stato regalato, e, quando ho scoperto si trattava di racconti, ho storto un po' il naso, non essendo particolarmente amante del genere. Beh, mi sono dovuta ricredere. Si tratta, sì, di racconti, ma anche di un romanzo, perchè le varie storie sono unite dalla presenza di Olive Kitteridge, ora come comparsa, ora come protagonista, a commentare con la sua sincerità brutale, le vite dei compaesani, di questa cittadina del Maine. Pure lei, insegnante in pensione, è disarmata nella propria esistenza in fondo comune, nei propri errori, nel rimpianto per le cose non dette, per non aver amato abbastanza. Davvero un bel libro, giunto in un momento in cui sono a fare una sorta di bilancio della mia vita, a guardare avanti agli anni che mi aspettano. Soprattutto, mi ha ricordato una mia cara insegnante di italiano, quando, in uno dei racconti, raccomanda ad un'ex allieva di non perdere la curiosità, la voglia di imparare, di migliorarsi, di uscire dalla banalità. Il finale, poi, è davvero stupendo, con lei che in fondo non gira le spalle al nuovo che la vita le offre. Il segreto è questo: andare avanti lungo la strada, per vedere cosa ci aspetta